Agenzia Hawzah News – Il presidente dell’Associazione per i Diritti Umani del Bahrein, Baqer Darwish, ha denunciato una nuova ondata repressiva condotta dal regime degli Al Khalifa contro la comunità sciita del Paese, affermando che le autorità di sicurezza bahreinite, incoraggiate dagli Emirati Arabi Uniti, stanno perseguendo una strategia volta a indebolire e reprimere la comunità sciita.
La repressione si è intensificata dopo gli ultimi sviluppi regionali legati alla guerra israelo-statunitense contro l’Iran. Le autorità bahreinite hanno arrestato oltre 300 cittadini, comprese donne e minori, e hanno provocato la morte di almeno una persona, fuori da ogni procedura legale. Tra i fermati figurano numerosi religiosi sciiti: imam della preghiera del venerdì, direttori di seminari religiosi, docenti, oratori e divulgatori islamici, rappresentanti delle autorità religiose di Najaf e Qom e membri del “Consiglio Islamico degli Ulema”, storicamente guidato dall’Ayatollah Sheikh Isa Qassim.
Darwish ha definito questa campagna repressiva “senza precedenti” nella storia politica del Bahrein. Il governo non tollera più né l’autonomia delle istituzioni religiose sciite né l’opposizione dei religiosi bahreiniti alla normalizzazione dei rapporti con il regime israeliano e al sostegno alle operazioni militari contro la Repubblica Islamica dell’Iran.
Le dichiarazioni del Ministero dell’Interno bahreinita prendono di mira non soltanto i religiosi ma anche moschee, husayniyya, seminari, istituzioni islamiche e perfino aspetti dottrinali e giuridici della tradizione sciita. Il governo sta preparando una vasta campagna di restrizioni contro tutte le strutture religiose e sociali legate agli sciiti, spingendosi fino a criminalizzare alcune credenze della tradizione sciita, come il principio del “Wilayat al-Faqih”, tacciato dal regime di Manama come una forma di estremismo.
Il responsabile dell’associazione per i diritti umani ha inoltre invitato religiosi, intellettuali e istituzioni islamiche del mondo musulmano a prendere posizione contro la politica di discriminazione confessionale adottata dal regime bahreinita. Ha chiesto la diffusione di dichiarazioni ufficiali di condanna e iniziative di solidarietà a sostegno degli sciiti del Bahrein, ribadendo l’importanza del rispetto delle libertà religiose e dei diritti civili.
Darwish ha attribuito un ruolo centrale ai media, chiamati a documentare le violazioni dei diritti umani e a impedire che la situazione del Bahrein sia tenuta nascosta all’opinione pubblica internazionale. Ha inoltre sottolineato la necessità di programmi televisivi, reportage e campagne mediatiche sui social network per rompere l’isolamento della questione bahreinita e denunciare l’aggravarsi delle discriminazioni settarie contro la popolazione sciita del Paese.
Le discriminazioni contro la comunità sciita assumono un significato ancora più grave alla luce della composizione demografica del Bahrein, dove gli sciiti rappresentano la maggioranza della popolazione. Diverse stime indicano infatti una presenza sciita attorno al 70%, percentuale che potrebbe essere persino superiore anche alla luce delle restrizioni e della censura imposte dal regime bahreinita sulla diffusione di dati demografici e confessionali.
A cura di Mostafa Milani Amin

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